“Cortona Doc Syrah” by Fabio Paduano

FABIO NOTA 800pix

#nonXastemi

Dopo aver scritto di Bramaterra e della mineralità delle uve del nord Piemonte, oggi facciamo un salto in Toscana.
Ebbene…sarebbe troppo facile parlavi di Brunello, Chianti o “Supertuscan” ( e un giorno ci arriveremo senz’altro) ma oggi la descrizione del mio ultimo assaggio ricade sulla Doc Cortona.

Per questa denominazione la cui produzione è consentita nel comune di Cortona in provincia di Arezzo, concorrono le nostre italianissime uve Grechetto e Sangiovese, oltre che quelle internazionali, tra le più importanti, quali Chardonnay, Pinot Nero, Merlot ecc. Ma chi ha meritato il ruolo da protagonista in questi anni sul palcoscenico cortonese? Senza dubbio il Syrah, o per meglio dire LA Syrah, eletta femmina nella sua patria adottiva*, la valle del Rodano, in Francia.
Qui a Cortona un consorzio di capaci produttori ha sfruttato al meglio le potenzialità di questo territorio molto simile alla “cote du Rhone” , con terreni prevalentemente argillosi, clima caldo e secco, scarse precipitazioni primaverili ed estive e sbalzi termici favorevoli.
La nostra degustazione parte molto bene già dall’esame visivo. Rosso rubino limpido e impenetrabile. Profumi inizialmente timidi che escono pian piano: bella vinosità, note di frutti scuri in confettura, cioccolato al latte, tabacco dolce e per concludere la speziatura pepata tipica di questa uva. Ingresso abbastanza morbido al palato, sorretto da un tannino in evidenza non del tutto integrato. Tenore alcolico importante ma non invadente, allungano il finale le durezze (acidità e sapidità) e un ritorno piacevolmente speziato, a ricordare la stecca di vaniglia, segno di un passaggio del vino in legno.
Io ci abbinerei per tradizione una pappardella al ragù di lepre (non prendetemi alla lettera, non una di numero eh) oppure una succulenta bistecca di Chianina, ma per gli amanti della sperimentazione o dell’innovazione, trovo interessante l’abbinamento con la carbonara (mi raccomando di abbondare col pepe però).
Salute!
*adottiva perchè si pensa che questa uva in realtà sia di origine persiane. Tuttavia non c’è ancora assoluta certezza.
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