#winestories_ ARCHITETTURA e VINO

Architettura e Vino – Le 4 Cantine più belle d’Italia!

Nasce la prima rubrica di Cantina Social legata all'Architettura ed al mondo del Vino. Dopo anni di viaggi alla scoperta delle più belle cantine d'Italia abbiamo deciso di iniziare a parlarvene affrontando alcuni temi a noi cari, perché ricordiamoci che l'occhio vuole anche la sua parte, non solo sull'etichetta della bottiglia, ma anche vivendo a pieno gli spazi che generano la produzione del vino. Ogni Lunedì troverete un nuovo articolo su cantinasocial.com legato all'architettura, al design e molto altro. Iniziamo questo percorso riassumendovi, secondo noi, le 4 cantine contemporanee più belle d'Italia. Buona Lettura!

Marchesi Antinori – Archea

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Il progetto della cantina dei Marchesi Antinori in Toscana, è uno dei simboli dell’architettura contemporanea legata al mondo del vino. Inaugurata nel 2012 e progettata da Archea, è un magnifico esempio di architettura ipogea, ovvero di Architettura che sta “sotto alla terra”. Un po’ come le radici delle viti della famiglia Antinori, che producono ottimi vini da molte generazioni.

Questo “tempio” sotterraneo ospita diversi ambienti, dalle sale degustazioni agli spazi di produzione, organizzati in modo tale da produrre il vino per gravità, cercando di sfruttare questa energia naturale, nei processi produttivi, dall’uva alle Barriques, situate nel cuore della cantina. Forti richiami al Rinascimento ed al Barocco Italiano permeano gli spazi.  La scala in Corten sembra uscire da un sonetto settecentesco. La copertura verde è dedicata alla didattica e i pochi ma importanti “tagli” che bucano il terreno soprastante, diventano punti di vista imperdibili per il visitatore.

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Petra – Mario Botta

Mario Botta, è riconosciuto in tutto il mondo per il suo metodo di progetto, basato su canoni precisi, tra i quali la presenza di luce zenitale, la simmetria e l’utilizzo del mattone. La cantina Petra Wine è espressione di questi elementi e della passione e dell’impegno nel vinificare di Vittorio Moretti, che commissiona nel 1997 il progetto all’Architetto Elvetico, realizzando il proprio sogno nel 2005. Questa cantina Toscana, è scavata nel fronte di una collina e rivestita in pietra (non in mattoni in questo caso). La rampa esterna conduce ad un belvedere da cui si riesce a vedere il Mar Tirreno. Una galleria interna penetra la cantina e i suoi spazi produttivi raggiungendo la tipica roccia locale ricca di metalli che contiene e custodisce i vini della famiglia Moretti.

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Rocca di Frassinello – Renzo Piano

Ricordo il primo progetto che ho studiato di Renzo Piano: Il Beyeler Museum di Basilea (1997), dove la luce naturale diventava un elemento fondamentale del progetto ed il tetto vetrato il mezzo grazie al quale si controllava il suo ingresso nel museo. Renzo Piano non ha bisogno di presentazioni, è uno dei maestri viventi dell’Architettura italiana. A Rocca di Frassinello, sempre in Toscana, per quasi 100 ettari di vigneto, Piano, realizza il progetto, inaugurato nel 2007, un progetto decisamente innovativo. Un grande quadrato di 40 metri di lato con al centro la barricaia, fulcro della cantina, la cornice esterna, ospita i tini, e a lato, su due livelli, le altre funzioni. La produzione, anche qui come per la cantina Antinori, viene realizzata sfruttando al massimo la forza di gravità, dal piazzale centrale (denominato “sagrato” dallo stesso Piano) le uve iniziano il loro percorso. Gli aggettivi migliori per descrivere questo progetto sono “essenziale” e “funzionale”.

ph. Filippo Fior/grazianeri


Nals Margreid – Marcus Scherer

Ph.Bruno Klomfar,

Siamo nel territorio di Bolzano e progettata dall’Architetto trentino Marcus Scherer qui si trova la cantina Nals-Margreid. Una collina di porfido rosso bruno si erge sui vigneti, in contrasto con le viti presenti nel paesaggio. La cantina nel è cresciuta nei decenni in maniera tutto sommato casuale. C’era la necessità di rendere più razionale il sito produttivo espandendo la produzione. Un nuovo edificio con torre serve a dare rigore all’architettura e regolare lo scarico delle uve e la successiva vinificazione. La nuova cantina interrata connette gli spazi con la barricaia. tra di esse, il cortile, che concede a chi visita la cantina di vedere barricaia e torre di pressaggio delle uve simultaneamente. Il cemento pigmentato di marrone-rosso utilizzato nella costruzione dialoga con la chiesa limitrofa e le rocce del crinale retrostante. La barricaia è realizzata in legno, materiali locali, che usano o reinterpretano la tradizione.

Gli interni di questa cantina sono tra i miei preferiti in Italia, con una cura del dettaglio che rasenta la perfezione, ma di questo ne parleremo nei prossimi articoli.

Voi cosa ne pensate, Quale cantina preferite?
Fatecelo sapere nei commenti!

Ph.Bruno Klomfar,


a cura di Arch. Matteo Franco – Arch. Emanuele Franco


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