Amarone: The wine from the Future!

On Saturday 28th, we were guests at one of the largest EnoEvents of 2017. The Palazzo della Gran Guardia, directly across from the stunning Verona Arena, was where l’ANTEPRIMA AMARONE was held, the presentation of the newest vintage for one of the greatest Italian wines, Amarone della Valpolicella.

This wine, loved both in Italy and all around the world, is one of best expressions of the wine landscape in our country.The wine “Amarone della Valpolicella” goes through a particular aging period of at least two years, starting from January 1st for the previous years grapes. Their “Riserva” must undergo a minimum of four years starting from November 1st of the same year.

It’s for these reasons that the vintage that was being presented at this event was the 2013, even if many producers actually are putting out  older vintages as their first “prima annata” like 2011 or 2009. A large number of the producers actually brought samples directly from the barrels because they are still not fully ready to put on the market.

The event was divided into two tasting rooms on the main floor, while on the first floor the Italian Sommelier Association organized, together with the consortium, two tasting areas with more than 83 AMARONE. The conference room was divided as well, but slightly differently. One side was a classic tasting, while on the other side a blind tasting. Definitely a fun and exciting way to taste wines, all possible thanks to the hospitality and knowledge of the Sommeliers. During the event we were lucky enough to taste some out-of-this-world wines and also hear directly from the producers about the love and dedication that is behind this great wine. After hearing their stories and the passion in their voices it is clear why this is one of the most beloved Italian wines in world.


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It was also an excellent opportunity for us to have a chat with the President of the Consortium, Christian Marchesini, so check out what he had to say about the event, Amarone and its future:

1 –How important is it for the Consorzio di Tutela to convey the story (the territory and the wine production itself) to the public/ Do you think its understood and appreciated enough?

I think it’s very important to talk about where the wine is made because its one of the things that makes Amarone so unique, creating an experience with the wine tourist who visits our area makes the unforgettable memory and turns them into a loyal customer. However, in 2015 the 19 individual municipalities that are covered in part or completely by Valpolicella recoded an increase of 9% in arrivals and presence and a 5% increase from 2014, tracking the growth of Verona and surpassing the Veneto Region by 3%. Coming back to the question, it certainly is important to tell the story about how Amarone was born, and it’s important, and curious, because it seems that everything begins in the early 50’s and a forgotten barrel of Recioto, the sweet wine from the dried Valpolicella grapes. Left to itself, this nectar, continuing to ferment, has turned all its sugars into alcohol, becoming ‘amaro’ (bitter in Italian), then Amarone. But beyond the stories, what one of the important things to talk about is the uniqueness of Amarone della Valpolicella, because it come from an indigenous varietal that is perfectly acclimatized only for this area, using methods and wisdom passed down from generation to generation. Another little known characteristic of the wine is that all the wine “della Valpolicella” are derived from the same varietal, just according to the selection of grapes: the best are exclusively for the Amarone.

2- Do you think it is the intensity of the Amarone is what caught the attention of wine lovers around the world? Why do you think that is?

I think it may be one of the reasons for the great success of Amarone della Valpolicella. It’s an important wine, intense, full-bodied, enveloping, yet drinkable and probably the most drinkable of the great reds, despite having a higher alcohol content than its more famous “colleagues”.

3- How is the Consortium affected by the fact that the vast majority of wineries producing Amarone sell more, and at quite high rates, abroad?

Amarone’s export propensity is 65% because of the reputation and appreciation of our flagship red wine abroad. Which is great success, and so there is consequently an big opportunity and possibility for growth especially in Asia but also the USA. An opportunity that requires major investment promotion and even the protection against copies and forgeries which the Consortium has been fighting for years.

 4 – After this fantastic event, Anteprima Amarone, what other plans do you have for 2017?

The next “Anteprima” (preview) coincides with the 50th anniversary of the “denominazione di origine” and the Consorzio di Tutela, so we are already planning for a spectacular party for the DOC of Valpolicella, but it’s still too early to unveil next year’s event!


Amarone: Il vino dal futuro!

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ITA

Sabato 28 gennaio, siamo stati ospiti di uno dei primi grandi enoeventi dell’anno 2017. Ai piedi della maestosa arena di Verona, all’interno del Palazzo della gran guardia, si è tenuta l’ANTEPRIMA AMARONE: la presentazione della nuova annata di uno dei più grandi vini italiani, l’Amarone della Valpolicella.

Questo vino, conosciuto in Italia ed amatissimo all’estero è una delle massime espressioni del panorama vitivinicolo del nostro paese.

I vini “Amarone della Valpolicella” devono essere sottoposti ad un periodo di invecchiamento di almeno due anni con decorrenza dal 1° gennaio successivo all’annata di produzione delle uve. La loro “riserva” deve essere sottoposta ad un periodo minimo di invecchiamento di almeno 4 anni a partire dal 1° novembre dell’anno della vendemmia.

Proprio per questi motivi, l’annata proposta quest’anno è stata la 2013, anche se parecchi produttori  in realtà sono soliti mettere in vendita come “prima annata” delle annate molto più vecchie, chi 2011, chi 2009. Molti Amarone 2013 arrivavano direttamente dalle botti poichè non ancora pronti per essere messi in commercio.

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L’evento era diviso in due sale  di degustazione al piano terra, mentre, nelle stanze superiori del palazzo, l’Associazione Italiana Sommelier ha organizzato, insieme al Consorzio, una doppia degustazione di ben 83 AMARONE. La sala congressi, inoltre, era divisa in due per permettere di effettuare la degustazione classica oppure  la degustazione alla cieca. Il tutto grazie all’impeccabile servizio dei Sommelier presenti.

Durante la manifestazione abbiamo avuto la fortuna di degustare vini incredibili e farci raccontare dai produttori la dedizione e l’amore che c’è dietro questo grande vino e abbiamo capito ancora una volta come mai questo sia uno dei vini italiani più apprezzati al mondo.


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Inoltre è stata per noi un ottima occasione per intervistare il presidente del Consorzio Christian Marchesini vi lasciamo con le sue parole sul presente e sul futuro di questo grande vino e sulla sua tutela e promozione.


1 – Quanto è importante per il Consorzio di Tutela  trasmettere la storia (del territorio e della vinificazione) al pubblico? Pensa che sia capita e apprezzata abbastanza?

Ritengo sia molto importante raccontare il territorio di produzione perché è uno degli elementi dell’unicità dell’Amarone, che colpisce l’enoturista che visita il nostro territorio, rende il ricordo indelebile e lo trasforma in un affezionato consumatore. Peraltro nel 2015 i 19 comuni coperti in parte o totalmente dalle doc Valpolicella hanno registrato un incremento di arrivi e presenze rispettivamente del +9% e del +5% rispetto al 2014, ricalcando il tasso di crescita del turismo della provincia di Verona e superando quello della regione Veneto del 3%. Tornando alla sua domanda, sicuramente raccontare la storia della nascita dell’Amarone è importante perché è curiosa in quanto pare che inizi tutto nei primi anni 50 dalla dimenticanza in una botte del Recioto, il vino dolce della Valpolicella ottenuto da uve appassite. Lasciato a se stesso questo nettare, continuando a fermentare, ha svolto quasi tutti gli zuccheri in alcol diventando ‘amaro’ anzi Amarone. Ma al di là delle storie, quello che è importante è raccontare l’unicità dell’Amarone della Valpolicella, perché deriva da varietà autoctone perfettamente acclimatate soltanto in questo territorio, lavorate con un metodo che viene dalla sapienza che passa di generazione in generazione. Un’altra peculiarità poco conosciuta è che i vini della Valpolicella derivano tutti dallo stesso vigneto in base alla selezione delle uve: le migliori vengono destinate, appunto, all’Amarone.

2 – Crede che l’intensità dell’Amarone sia quello che ha catturato l’attenzione degli appassionati di vino di tutto il mondo? Nel caso in cui fosse così, perché?

Credo che questo possa essere uno dei motivi del grande successo dell’Amarone della Valpolicella. È un vino importante, intenso, di grande corpo, avvolgente, ma allo stesso tempo bevibile e probabilmente il più bevibile tra i grandi rossi nonostante abbia una gradazione elevata rispetto ai ‘colleghi’ più blasonati a livello mondiale.

3 – Come vive il Consorzio il fatto che la stragrande maggioranza delle cantine produttrici di Amarone venda maggiormente,in percentuali parecchio elevate, all’estero?

La propensione all’export dell’Amarone è del 65% grazie alla notorietà e all’apprezzamento del nostro rosso di punta all’estero. Un grande successo, quindi, e di conseguenza un’opportunità in quanto la possibilità di crescita è ancora molto importante sopratutto in Asia, ma anche negli USA. Un’opportunità che necessita di importanti investimenti di promozione e anche di tutela dei marchi contro eventuali copie e contraffazioni su cui il Consorzio si sta impegnando da anni.

4 – Oltre alla stupenda iniziativa di Anteprima Amarone, quali altri progetti avete per il 2017?

La prossima anteprima coincide con i 50 anni della denominazione di origine e del Consorzio di Tutela, quindi siamo orientati verso l’organizzazione di una grande festa delle doc della Valpolicella, ma è ancora presto per svelare la manifestazione del prossimo anno!

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Fonte contenuti grafici: cantinasocial

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