#winestories_

Cambiamento climatico e Sostenibilità in Cantina!

È quasi dicembre e fino a poche settimane fa si stava tranquillamente in maniche corte, non piove sul serio da mesi e fa sempre più caldo. Serve altro per riconoscere che c’è un problema climatico?

Le cause sono certamente numerose e diverse. Partendo dal presupposto che è improbabile eliminarle per intero e risolvere magicamente il problema, quello che possiamo fare è smussarne i processi di ognuna.
Tagliando e ottimizzando qualche step produttivo, rendendo alcuni processi più rispettosi dell’ambiente è possibile rendere tutta la produzione più sostenibile.


Eliminare per intero gli allevamenti intensivi di animali destinati al consumo umano? Sarebbe, dal punto di vista ambientale, un sogno, ma pressoché impossibile. Quello che possiamo fare è smetterla di comprare il pollo Aia e iniziare a prenderlo dal macellaio di fiducia che, si spera, arrivi da un allevamento più responsabile. E anche mangiare genericamente meno carne che è da anni inserita nella lista delle sostanze cancerogene.
Smettere di comprare i vestiti di H&M prodotti in serie e iniziare a vestirci con lane di pecore allevate in alta montagna, libere di scorrazzare fra i campi e tosate solo nelle notti di luna piena? Probabilmente sarebbe un comportamento molto sostenibile, ma non volendo spendere 450$ per una sciarpa, è anche impraticabile. Quello che si può fare è comprare molti meno vestiti e quando servono rivolgersi, ad esempio, a negozi vintage (che comunque, in preda alla moda, hanno alzato i prezzi in maniera preoccupante. C’è ancora da lavorare prima che diventi anche accessibile oltre che sostenibile). Smettere di usare la macchina per andare al lavoro e fare tutte le mattine Asti-Torino in bici? Impossibile, ma ci si può mettere d’accordo e magari fare la stessa tratta con altri due colleghi che vanno nella stessa direzione, e muovere una sola macchina anziché tre.
Questo intendo con smussare


Ma qui parliamo di vino, che c’entra? Purtroppo c’entra.
La viticoltura è una tra le forme di agricoltura più inquinanti, pensa che di tutti gli anticrittogamici prodotti (i composti chimici di origine sintetica che vengono usati come antiparassitari) solo la viticoltura ne impiega circa 70%.
Ci sono alcune zone vitivinicole, come quella del Prosecco, dove si può arrivare a fare più di 24
trattamenti in vigna all’anno.
Va da sé che volendo smussare il processo della produzione del vino, bisogna rendere alcuni aspetti più sostenibili.

Partiamo da lontano: cosa significa sostenibilità? Significa uno sviluppo in grado di assicurare il
soddisfacimento dei bisogni della generazione presente senza compromettere la possibilità delle
generazioni future di realizzare i propri
.
Quindi lasciare il mondo se non meglio di come l’abbiamo trovato, quantomeno uguale.

I piani di sostenibilità nel settore vitivinicolo sono numerosi, a partire da produttori che convertono sia il loro allevamento che la vinificazione a forme più rispettose dell’ambiente, biologico e biodinamico in
primis.
Altri spunti potrebbero essere, ad esempio, il consorzio del Brunello di Montalcino, che ha installato
le paline per le auto elettriche per rendere l’area accessibile a chi si muove con queste. Salcheto, a
Montepulciano, ha costruito la propria cantina in modo tale da ottenere il massimo efficientamento
energetico e ridurre le bollette. In alcune zone, come la Champagne, si ricercano modi per impiegare i droni nei trattamenti in vigna, così da ottimizzare i trattamenti; renderli mirati e non ad area permette infatti di ridurne sia i costi che gli sprechi

Tra in numerosi piani, nella zona del Prosecco Docg, l’azienda Valdo è stata negli anni visionaria e pioniera nel rispetto ambientale, al punto da essere inserita nella lista delle 100 imprese degne del Sustainabilty Award, premio green creato da Credit Suisse e Kon Group.
L’azienda si impegna da anni nell’abbracciare il tema della sostenibilità, ritenuto un valore irrinunciabile per la salvaguardia del pianeta e delle generazioni future.

Negli anni sono numerosi gli obiettivi raggiunti: dai più piccoli come l’utilizzo di packaging sostenibile e materiali compostabili, l’appoggiarsi a un’azienda di trasporti certificata B Corp o collaborare con Treedom per piantare alberi in tutto il mondo, cercando di compensare, almeno in parte, la propria impronta ambientale.
A questi vanno aggiunti i grandi traguardi raggiunti da Valdo.
Innanzitutto hanno installato abbastanza pannelli fotovoltaici da coprire oltre il 70% del fabbisogno
aziendale, producendo più di trecentomila KWh di energia.

In vigna invece da anni aderisce a S.Q.N.P.I. (il Sistema Qualità Nazionale Produzione Integrata è un sistema di allevamento che predilige l’uso di tecniche a basso impatto ambientale, come un ridotto uso di composti di sintesi). Recentemente è stata anche ottenuta la certificazione biologica. L’azienda ha infatti convertito parte delle vigne e della produzione al sistema biologico, lanciando nel 2020 la prima annata di Amor Soli, l’amore per il suolo, un prosecco Valdobbiadene Superiore DOCG interamente biologico.

Ovviamente questo è solo l’inizio di un processo di conversione, non solo pratica, ma proprio di forma
mentis.
In questa trasformazione siamo coinvolti tutti: sia Valdo che, più ampiamente, tutto il mondo
vitivinicolo e tutto il mondo ad esso associato, a partire dai trasporti fino alla grande distribuzione, da chi produce gli imballaggi fino ai consumatori.
Noi siamo fiduciosi: i progetti in ballo sono numerosi e con essi la ricerca fa passi da gigante in tempi
brevissimi.

Non vediamo l’ora di seguire gli sviluppi.

Scopri di più sul sito di Valdo!

Piccola nota agli appassionati del vino da investimento: si il riscaldamento globale, ma pare che quest’annata sarà spaziale.

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