#winestories_ meteri

La Biodinamica! Vino bianco BAKARI’! Selezione METERI

Meteri nasce nel 2014 da un’idea di Raffaele Bonivento e Luca Fullin, entrambi appassionati di vini naturali. Oggi la loro azienda è uno dei punti di riferimento per la selezione e distribuzione di vini naturali in Italia.

Torna la nostra rubrica mensile sulla selezione METERI, realtà nata nel 2014 che si occupa di selezionare vini naturali dall’ Italia e dal mondo.

Nel primo appuntamento abbiamo provato a dare una definizione di vino naturale. Questa volta tocca ad un termine comunemente utilizzato nel mondo del vino: la biodinamica.

Biodinamica significa letteralmente “energia della vita” e rappresenta ad oggi il miglior modello di agricoltura rigenerativa, permettendo non solo di preservare la fertilità dei suoli, ma di migliorarla.

I principi della biodinamica sono stati definiti da Rudolf Steiner all’inizio del secolo scorso, a seguito di numerose richieste da parte delle comunità agricola che notò un rapido declino della fertilità dei suoli, dei semi e della salute degli animali, il filosofo austriaco indisse una serie di conferenze nelle quali delineò i principi della biodinamica, quali fossero le forze in gioco e le pratiche da seguire.

Al di là delle pratiche agricole (come per esempio peculiari metodi di concimazione) che definiscono il metodo, la biodinamica prende in considerazione le forze cosmiche, le fasi lunari e altre energie che ancora oggi sono semisconosciute all’uomo, ma che influiscono sullo sviluppo degli organismi viventi sulla terra. Potrete immaginare lo scetticismo che creò e che ancora oggi persiste nei confronti di quelle che sono viste come mere credenze. Non saremo certo noi oggi a cercare di smentire o di avvalorare le tesi del Dr. Steiner, quello che è importante comprendere è come non possiamo scindere una pianta, un seme o un animale da quello che sono il cosmo e le sue forze. L’esempio lampante è quello delle fasi lunari e di come influiscano sulle maree, non possiamo pensare che non vi siano altre forze in gioco in grado di modificare la vita sulla Terra.

La grande sfida dell’uomo del XXI secolo è proprio quella di salvare il pianeta dagli abusi perpetrati nei secoli e di riportare l’attenzione sull’ascolto della Natura, in quanto è l’unico modo possibile per migliorare le nostre vite. Ciò è ovviamente molto difficile.

Al giorno d’oggi gli uomini stanno gradualmente e pericolosamente perdendo il contatto con la natura, rendendo ardua la comprensione dei temi trattati da Steiner, inoltre l’approccio spirituale del filosofo non si sposa bene con la concretezza dell’agricoltura moderna. La biodinamica, non è solo un metodo, è la ricerca della comprensione del cosmo mirata al mantenimento dell’equilibrio tra l’attività umana e la Terra.

Rudolf Steiner spiegò così il significato della biodinamica:

…è necessario trarre dallo spirito forze oggi del tutto sconosciute non solo nel senso di un qualche miglioramento dell’agricoltura; il loro vero significato è quello di rendere possibile la continuazione fisica della vita umana sulla terra, dei cui frutti l’uomo deve infatti vivere.”

Al di là della valenza scientifica delle teorie del filosofo austriaco, l’attuale ritorno in auge della biodinamica è un evidente sintomo di un’esigenza dell’uomo di continuare a coltivare la terra, salvaguardandone la vitalità e la sua primordiale energia, per nulla scontato in un mondo in cui continuiamo a credere di poter governare la Natura.

Ad oggi sono molte le realtà che si stanno convertendo ai metodi descritti da Steiner, tra queste troviamo l’azienda BAKARì.

BAKARI’

Siamo in Veneto, più precisamente nella provincia di Vicenza dove sorge l’azienda Bakarì. Nata dal desiderio di cinque professionisti del mondo del vino di creare un’offerta che non c’era.

Volevamo una linea di vini – spiega Raffaele Bonivento, leader del progetto – naturali, fatti bene, a un costo accessibile che rispondessero a dei requisiti specifici: di facile beva, democratici ma non concettuali, laici e frivoli, privi di sovrastrutture etiche e culturali. In poche parole vini buoni e naturali alla portata di tutti”.

Personaggio fondamentale per la produzione dei vini è Stefano Menti, figlio di agricoltori, dal 2002 gestisce l’azienda agricola di famiglia in Gambellara. Negli anni ha trasformato la gestione dei vigneti da convenzionale in biodinamica. Stefano è uno dei più grandi interpreti della Garganega vinificata spontaneamente, e i suoi vini sono riconosciuti e apprezzati in tutto il mondo.

VITIGNO E TERRITORIO

Il Garganega è un vitigno a a bacca bianca tipico del Veneto occidentale, in particolare nella zona di Verona entra a far parte della DOC Soave. Poco lontano troviamo la DOC Gambellara, territorio meno rinomato, ma in grado di regalare vini di altrettanta personalità. Le colline di Gambellara sono di origine vulcanica caratterizzate da un suolo scuro e ricco di rocce nere, con una texture basaltico-argillosa, capace di donare al vino note minerali e sapide.

Non solo bianchi secchi interessanti, la Garganega a seguito di appassimento sui tradizionali graticci può essere vinificata dolce. Il vino così ottenuto prende il nome di Recioto. E’ la particolare forma del grappolo, caratterizzato da delle ali simili ad orecchie, a prestare il proprio soprannome alla denominazione, nel dialetto veneto infatti la parola recia significa orecchio.

IL VINO

Il Vino Bianco di Bakarì è un vino secco e semplice ottenuto da Garganega in purezza. La fermentazione è spontanea e il vino fermenta e riposa solamente in acciaio. Si ottiene così un vino teso con spiccata acidità e sapidità, dalla grande facilità di beva.

La chiusura con tappo a vite permette al vino di rimanere in un ambiente semi-riducente garantendo di mantenere toni freschi. Speriamo non siate tra quelli che ancora pensano che un vino con una chiusura simile sia di qualità inferiore, l’enologia sta facendo passi da gigante in questo senso permettendo ai vini di evolversi anche senza sughero, garantendo inoltre l’ eliminazione di possibili problemi di tappo. In generale per vini che vanno bevuti da giovani (entro 1 o 2 anni) il tappo a vite è una validissima alternativa ai tappi classici.

NOTE DEGUSTATIVE

Vino limpido di color giallo paglierino. Al naso emergono tenui profumi floreali ed erbacei facendo presagire un vino dal sorso fresco. Il sorso è infatti sapido e fresco con un finale leggermente amaricante e ritorni floreali. Un vino che accompagna bene antipasti di mare delicati o da assaporare come aperitivo.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: